lunedì 31 marzo 2014

Bernabeu Fischi indigesti

CR7 festeggia il suo
gol contro il Rayo Vallecano
Il pubblico del Santiago Bernabeu è uno dei più esigenti del mondo. Lo sa bene Fabio Capello, che veniva criticato per il gioco anche se vinceva; lo sa bene Mourinho, che voleva tutti i fischi per se e supporto per la squadra. Ora lo sa anche Carlo Ancelotti, che sabato scorso ha visto parte dello stadio fischare lui, Diego Lopez, Benzema, Sergio Ramos, Gareth Bale e, scandalo a Concha Espina, anche CR7.


"FISCHIARE CR7? NON LO CAPISCO" - Carletto lo ha detto apertamente in sala stampa dopo la partita: "A volte capisco i fischi, quando sbagliamo, quando facciamo errori - ha spiegato il tecnico di Reggiolo - ma in questo momento, in una partita così, no, no li capisco. Poi fischiare Cristiano, davvero è incomprensibile." Eppure è successo, pare per una palla non passata a Morata, il capocannoniere del Real, il Pichichi, come si dice qui, in Liga (28 gol) in Champions (13 gol) e in Copa del Rey (3 gol a parimerito con Jesé e Di Maria), sabato si è beccato la sua dose di fischi provenienti dalle gradinate del suo stadio. Non è la prima volta che succede, d'accordo, però dopo la vittoria del Pallone d'Oro, dopo tutto l'impegno profuso dal portoghese per difendere i colori del Real, era difficile aspettarselo. E pare che CR7 sia uscito dal campo risentito per il comportamento dei suoi tifosi. In fondo gioca con problemi a un ginocchio, dà l'anima per la squadra e questo è il modo in cui viene ripagato?

La reazione di Ancelotti ai fischi
MERCOLEDÌ IL DORTMUND - C'è da dire che il bersaglio preferito dai tifosi è stato senza dubbio DIego Lopez. "Colpevole" di relegare in panchina un idolo come Casillas. Mercoledì Iker tornerà in campo, c'è la Champions e Ancelotti ha già ribadito che il titolare è il portiere di Mostoles, e una frangia dei tifosi sarà felice di rivederlo tra i pali. Il rischio è che quei fischi, che i giornali dicono abbiano fatto infuriare Ronaldo, ma possiamo immaginare anche gli altri componenti della squadra, possano minare la fiducia de Los Blancos proprio ora che arrivano gli appuntamenti importanti: Champions, finale di stagione e finale di Copa del Rey. Forse il pubblico del Real è il più esigente d'Europa. Forse i tifosi del Real pensavano di spronare i loro beniamini fischiandoli. Forse, nonostante l'arrabbiatura, Cristiano Ronaldo e compagni ce la metteranno tutta finché c'è speranza in ogni competizione. Quel che è certo è che difficilmente gli aficionados del Barça avrebbero fischiato i loro giocatori, e che ai tifosi dell'Atletico non passerebbe nemmeno per l'anticamere del cervello di farlo. Diciamocelo, cari tifosi del Real: 3 e 2 punti di svantaggio nei confronti di Atletico e Barça non sono già abbastanza per rendere il finale del campionato duro per chi veste di bianco?

LETTERA APERTA - Proprio oggi, comunque, la Federazione dei Club dei tifosi del Real Madrid ha "spedito" una lettera d'appoggio a Cristiano. In un passaggio si può leggere: "Siamo, siamo stati e sempre staremo al tuo fianco, incondizionatamente. Consci dello staraordianario  valore  che rappresenti per la nostra squadra e la nostra Società. Siamo sicuri - prosegue la lettera - che qualcuno abbia voluto aprire una crepa tra te e l'affetto e l'ammirazione che tutto il madridismo professa nei tuoi confronti." Pace fatta?

Betis, ultima spiaggia

Per chiudere la 31esima giornata di Liga oggi si giocano due incontri che, se per alcuni potrebbero avere dei risvolti meramente statistici, implicano per Betis Siviglia e Malaga, ennesimo derby andaluso di questa stagione, uno scontro che potrebbe decidere la stagione. Granada-Levante, l'altra partita in programma, ha risvolti meno drammatici, ma anche in questo caso guai a commettere un passo falso.

Antonio Adan, passato a
gennaio dal Cagliari al Real Betis.
BETIS ANNATA NO - Per il Real Betis Balompié, questo il nome completo della società andalusa, questa stagione è cominciata male, continuata peggio e potrebbe finire nel disastro sportivo. Sono lontanissimi i tempi, e non solo per ovvie considerazioni cronologiche, dell'unico successo in prima divisione: correva l'anno, come direbbero alcuni presentatori televisivi, 1935. Eppure, meno di 10 anni fa il Betis sollevava la sua seconda Copa del Rey, altri tempi. Il bilancio stagionale, finora, parla di 5 vittorie, 7 pareggi e 18 sconfitte. Solo una volta i biancoverdi sono riusciti a vincere fuori dalle mura amiche, ma a loro vantaggio va detto che questa vittoria è stata raggiunta proprio nell'ultima giornata, un perentorio 3 a 1 al Levante. Contro il Malaga di Bernerd Schuster si giocherà al Benito Villamarin, e il pubblico del Betis, commovente in occasione dell'eliminazione ad opera dei cugini del Siviglia in Europa League, potrebbero dare una spinta in più. Così come ha fatto in questi ultimi tempi Antonio Adan, il portiere ex-Real Madrid es ex-Cagliari che da febbraio difende la porta de Los Beticos, senza dimenticare che a guardare la partita dal palco più alto ci sarà il nuovo presidente Manuel Domingues Platas che prende il posto del dimissionario Miguel Guillén. Il Betis ha bisogno di punti per continuare a sperare, il Malaga per non vedersi impigliato nelle fitte maglie della zona retrocessione.

RICORDANDO LA CHAMPIONS - Il Malaga iniziava la Liga di questa stagione forte dell'ingiusta eliminazione in Champions dell'anno precedente, ma lo faceva orfano dell'allenatore Pellegrini e di Isco, acuistato dal Real. Destinato a sostituire il cileno sulla panchina dei biancoazzuri una vecchia conoscenza del calcio spagnolo: Bernard Schuster. Ma la stagione iniziava subito male per gli andalusi. Un punto nelle prime tre giornate, con Schuster che ricordava "Avremmo potuto frane zero in queste prime tre partite." Gli avversari a dire il vero erano duri: Valencia, Barcellona e Siviglia. Le cose migliorarono ma venne il "tragico ottobre", 1 punto in quattro gare, con due sconfitte in casa, compresa il pesantissimo 0-5 contro il Rayo, e la trasferta di Madrid contro gli uomini di Ancelotti. Una serie negativa interrotta proprio dalla vittoria contro il Betis nel derby andaluso d'andata (3-2). Ma tutte le critiche e i problemi del Malaga potrebbero risolversi oggi con una vittoria. Conquistandola, gli uomini di Schuster, collezionerebbero più vittorie in trasferta che in casa, quest'anno, e si porterebbero a 5 punti dalla zona calda. Non sono molti, ma andrebbero benissimo.

PER LE STATISTICHE, FORSE - Granada e Levante si affrontano senza troppi problemi ne obiettivi da raggiungere. Troppo lontano il sesto posto per sperare in una qualificazione europea, a una distanza "relativamente" tranquilla la zona retrocessione. Certo, bisognerà vedere come reazioneranno i padroni di casa alla fattaccio di Dani Benitez. Il giocatore, protagonista nello spareggio per la promozione di due anni contro l'Elche, che aveva riportato il Granada nella massima serie dopo 35 anni, è stato trovato positivo alla cocaina a un controllo antidoping e immediatamente licenziato dal club. Granada e Levante arrivano da due sconfitte. Gli andalusi dopo una buona prova contro l'Atletico di Simeone, i valenciani dopo la sconfitta casalinga che ha ridato speranze al Betis. Un incontro di fine stagione senza troppi rischi, ma guai ad abbassare la guardia.