martedì 1 aprile 2014

La fame contro la voglia di mangiare

Lo dico subito prima di proseguire, meglio mettere i puntini sulle "i" e riconoscere a Cesare quel che è di Cesare: il titolo che leggete qui sopra non è farina del mio sacco. È stato pubblicato dal periodico sportivo Marca ma rispecchia in maniera talmente chiara e concisa la situazione che vedremo stasera al Camp Nou, chi dalla gelida "piccionaia" di Avenida Giovanni XXIII e chi nella comodità della propria casa.

LA FAME DELL'ATLETICO - Dalla loro parte gli uomini di Diego Simeone hanno la voglia di stupire, di continuare un sogno che non tutti sono convinti possa diventare una regola per l'Atletico. Certo, il secondo club di Madrid, parlando di titoli vinti, sta pensando in grande: un nuovo stadio, una nuova città sportiva, riuscire a tenersi Diego Costa almeno per un altro anno, la cessione definitiva di Benoit Courtois (Mourinho permettendo). Ma se guardiamo alla storia recente del Club, i Colchoneros sono arrivati dove sono grazie alle cessioni, al cambiamento. Via Sergio "el Kun" Aguero, Roberto Mancini ne sa qualcosa; via Diego Forlan, gli interisti ne sanno qualcosa; via Diego Ribas (tornato a Madrid a gennaio) il Wolfsburg ne sa qualcosa; via Radamel Falcao, Claudio Ranieri ne sa qualcosa. Insomma, sembra che l'Atletico Madrid sia una squadra costruita sulle cessioni, sulla voglia dei nuovi di dimostrare quel che valgono, lo stesso David Villa vorrà dimostrare qualcosa nella "sua" Barcellona. Il Masterchef della situazione, non tanto per i piatti succulenti che sa preparare, ma per saper provocare l'acquolina in bocca  ai suoi ragazzi, è Diego Simeone, l'uomo del "Partido a Partido". Beh, di partite, se tutto va bene, ne mancano dodici, El Cholo e i suoi possono rimpinzarsi fino a scoppiare, tanto da calmare la loro fame di vittorie. Almeno fino al prossimo anno, e probabilmente, al prossimo addio.

LA VOGLIA DEL BARÇA - Il Barcellona non deve dimostrare nulla. Ha solo voglia di vincere, anzi, di stravincere, per rimandare al mittente le critiche degli ultimi lunghi mesi. Critiche nate con il doppio confronto di Champions contro il Bayern Monaco della passata stagione e che da allora hanno continuato a seguirlo. Il Barça ha cambiato tre allenatori in tre anni, Guradiola, Vilanova e ora Martino, ha perso per strada pezzi importanti, per vari motivi: Abidal, Villa, Thiago Alcantara, Valdes, Puyol (che per la sfida con l'Atletico è stato convocato), eppure ha mantenuto sempre lo stesso inconfondibile stile di gioco, o per lo meno, viste le critiche, ci ha provato. Il Tata Martino e molte delle sue decisioni (o indecisioni) non piacciono, ed è più che probabile che a fine anno se ne vada, e difficilmente vincere una delle competizioni delle tre in cui il Barça è ancora in lizza, per quanto importante, basterebbe; forse non basterebbe nemmeno vincerle tutte e tre. Siamo già al quatro allenatore in quattro anni? Neymar è giovane, ma è ancora un rebus, Alexis Sanchez, qui lo chiamano solo Alexis, non convince del tutto, la classe di Iniesta e Xavi Hernandez non si discute, ma basterà. Poi c'è Messi, su un altro pianeta, ma che l'infortunio, l'essersi trasformato nel famoso "vomitino" della Gialappa's, e molto probabilmente l'idea fissa di arrivare al Top al mondiale, hanno fatto cadere di tono. Non bastano più le magie, i gol segnati a raffica e il possesso palla. Stasera il Barça ha voglia di mangiarsi tutte le critiche, i malumori e le faccende extra calcistiche della stagione. E se la rabbia che metteranno in campo sarà sufficiente povero Atletico.

DIEGO COSTA IN CAMPO - Notizia dell'ultima ora, ma ne mancano ancora 5 alla partita, Diego Costa dovrebbe giocare, il risentimento subito nell'allenamento di ieri non dovrebbe impedirgi di scendere in campo, e in una partita così, anche se non sarà al 100% il brasiliano naturalizzato spagnolo può sempre fare male alla difesa dal Barça. Brutte notizie invece sul fronte Real, Marcelo ha subita una rottura del muscolo della tibia sinistra, salterà la doppia sfida con il Dortmund.

Il Celta a caccia del Deportivo

Luis Enrique, allenatore del Celta, a
un passo da un traguardo storico.
Celta Vigo e Deportivo La Coruña sono acerrimi rivali, per ovvi motivi campanilistici. Le due squadre galiziane non stanno vivendo i successi degli ultimi vent'anni, il Deportivo lotta per la promozione in Liga Adelante, la nostra Serie B, e il Celta di Luis Enrique, sta vivendo un tranquillo campionato da metà classifica. Eppure, grazie a un dato che risulta interessante solo per le statistiche, e per chi vorrebbe superare i rivali di sempre anche giocando a biglie, la squadra dell'ex tecnico della Roma potrebbe raggiungere un traguardo importante nelle giornate che rimangono da qui alla chiusura del campionato.

VITTORIE DA ANNUARIO - Con il successo di sabato scorso contro il Siviglia, infatti, la squadra di Luis Enrique ha conquistato la vittoria numero 539 in Liga della sua storia, portandosi a una sola vittoria di distanza dagli eterni nemici del Depor, che di vittorie, nelle 83 edizioni del massimo campioinato spagnolo, ne ha collezionate 540. Le due squadre del nord ovest della penisola iberica, occupano rispettivaente il 12esimo e l'11esimo posto di questa speciale classifica. Certo, è un dato meramente statistico che risulta buono solo per gli annuari calcistici, però in Galizia queste cose sono importanti. Lo sarebbero anche in Basilicata, si sa, quando si parla di calcio.

REAL IRRAGGIUNGIBILE - Dando uno sguardo al resto delle squadre che possono vantare più vittorie "storiche" nella massima serie spagnola, il Real Madrid è in vetta con un buon margine sul Barcellona, 1556 contro 1491. Buon terzo, un po' per ribadire il menage a trois di questa stagione, l'Atletico Madrid con 1163 successi. L'Athletic Bilbao, nonostante sia l'unica squadra, insieme a Real e Barça, ad aver sempre militato nella massima divisione, può vantare "solo" 1153 vittorie, che gli permettono comunque di strappare il quarto posto ai danni del Valencia.

DUBBI DIEGO COSTA - I tifosi dell'Atletico potrebbero sorridere pensado a una classifica di questo tipo, mille volte meglio essere in testa alla Liga che 11esimi per numero di vittorie storiche. Per di più, la sfida con il Barcellona in Champions non poteva cominciare peggio per i Colchoneros: Diego Costa, punta di diamante della squadra di Diego Simeone, non ha concluso l'allenamento di rifinitura che l'Atletico ha sostenuto ieri al Camp Nou, ed è in forte dubbio per la partita di stasera. Il presidente Enrique Cerezo, forse temendo il peggio, ha già messo le mani avanti "Se dovessimo perdere, - ha detto alla stampa - non metteteci già sottoterra."